Tbilisi ha compiuto una lunga strada dalla Rivoluzione delle Rose del 2003 che ha segnato la fine dell’era Sovietica. Il nuovo affianca il vecchio, moderne funivie prendono spazio tra rumorose metro e scintillanti costruzioni avant-garde si aprono tra antiche viuzze medioevali. Nonostante questo quando si arriva al centro storico, Tbilisi mantiene viva tutte le sue antiche tradizioni, i vicoli tortuosi, gli ampi balconi, le antiche chiese e le donne che raccolgono le foglie con vecchie scope di saggina. Noi abbiamo dedicato a Tbilisi 3 giorni, 2 prima di partire per Yerevan e uno quando siamo ritornatз, ma si potrebbe stare molto più. Tbilisi non finisce mai di stupire, scopri che cosa vedere qui sotto!

Cosa vedere a Tbilisi.

Giorno 1: cosa vedere nel centro storico di Tbilisi

Siamo arrivatз con il Georgian Bus da Kutaisi alle 4 del mattino a Tbilisi. Prendeteci per mattз ma non abbiamo prenotato nessun posto letto, anzi abbiamo iniziato a gironzolare lungo il Mtkvari in attesa dell’alba, facendo amicizia con i cani della città. Volete prepararvi per un viaggio in Georgia? Allora dovete prima passare dal nostro articolo qui sotto!

La nostra Host Nino è stata molto gentile ad accoglierci già alle 9 nell’airbnb che avevamo prenotato per la notte successiva. Dopo un riposino e una rinfrescata usciamo e ci fiondiamo subito in un Khachapuri di panetteria nella frequentatissima Liberty Square.

Da qui proseguiamo su Kote Abkhazi dove potete trovare souvenirs, caffè e tours dell’ultimo momento. Sulla strada si situano 3 chiese di relativa importanza: la Chiesa Jvaris Mama, che risale al XVI secolo, la Cattedrale Sioni del VI secolo ma ricostruita più volte sino al XIII secolo e infine la Cattedrale Armena di St.George fondata nel 1251 ma ristrutturata nel XVIII secolo con l’aggiunta dei colorati affreschi all’interno.

Lungo il fiume trovate il Ponte della Pace, tutto italiano, progettato dall’architetto Michele De Lucchi. Si tratta di una di quelle strutture avant-garde che o si ama o si odia. Attraversandolo si arriva al Rike Park, con moderne fontane, un grande tubo che non è altro che la Rike Concert Hall e la stazione della funivia per la Narikala Fortress.

Dal parco proseguiamo poi sino alla Chiesa Metekhi che si trova ancora dove il Re Vakhtang Gorgasali (in statua sul cavallo a fianco la chiesa) costruì la prima chiesa del Regno di Georgia nel V secolo. L’attuale invece risale a dopo la distruzione mongola del XII secolo ed è posta su uno strapiombo sul fiume Mtkvari offrendo uno degli scorci più belli da vedere a Tbilisi.

Cosa vedere a Tbilisi. La chiesa Metekhi.

Superata la Piazza Vakhtang Gorgasali, dove la scritta “I Love Tbilisi” richiama instagrammers da tutto il mondo, arriviamo finalmente agli Abanotubani. L’entrata Orbeliani è decisamente la più appariscente, con la facciata composta da piastrelle blu, quasi in stile arabo. Il ruscello a fianco ci guida lungo una stradina sormontata da alcune belle case storiche e finisce in uno spiazzo con una cascata.

Non so esattamente dove siamo andati a cena. Dalla piazza con “I Love Tbilisi” una scalinata scende lungo strette vie pedonali piene zeppe di ristorantini, club e pub alla moda. Ci siamo fermati in un ristorante georgiano specializzato in Khinkali che accompagnati da una bottiglia di bianco georgiano e un paio di shot di Chacha, la Vodka georgiana, hanno concluso la lunga giornata.

Giorno 2: fuori dal centro storico e la Narikala Fortress

Al mattino prendiamo la strillante metro sino alla stazione Sarajishvili. Da qui cerchiamo un taxi sino a Georgia Chronicles, un luogo di cui non so perchè non ho letto in nessuna guida. Il monumento degli anni 80 non è mai stato completato. Una ventina di pilastri sui 35 metri raccontano di re, regine e leggende della Georgia e fanno a mio parere la loro porca figura. Inoltre il monumento è posizionato su una collina con vista sul gigante Tbilisi Reservoir.

Cosa vedere a Tbilisi: le Georgian Chronicles

Il taxi ci lascia a Didube, dove del tutto imprevedibilmente troviamo un grande mercato locale. Un vero paradiso vintage mirato allз locali e non allз turistз, con prezzi quindi contenuti. Tuttavia prestate attenzione, le mie amiche georgiane mi vanno sapere che è luogo prediletto da ladruncolз.

Ritorniamo a Liberty Square per pranzo e passeggiamo tra le antiche case di legno ai piedi del Mtatsminda. Con le arzigogolate scale, i vetri colorati e i balconi ariosi esse rendono Tbilisi unica nel suo genere e ricordano le influenze persiane e mongole che questo territorio ha attraversato. Da qui andiamo a vedere il Rezo Gabriadze Marionette Theater, anche conosciuto come la Torre dell’Orologio. La struttura risale in realtà a pochi anni fa, ma incorpora perfettamente lo spirito della città vecchia non stonando (a differenza del Ponte della Pace). 

Prima del tramonto saliamo in seggiovia alla Fortezza Narikala, una reminiscenza persiana del IV secolo fatta brutalmente esplodere nel 1827 dai Russi. C’è poco da visitare e non c’è nemmeno un ticket da fare, si viene qui per lo più per la vista sulla città vecchia e per i bei tramonti. Poco più avanti Madre Georgia è, nello stesso stile di Madre Armenia a Yerevan, guardiana della città.

Cosa vedere a Tbilisi.

Torniamo poi nel nostro mini appartamento e ci prepariamo a lasciare la Georgia per la prima volta, con il treno notturno diretto per Yerevan. Ci fermeremo in Armenia 6 giorni.

Giorno 3: Mtskheta e la Tsminda Sameba

Siamo di nuovo in Georgia in serata e cambiamo alloggio, ci troviamo nelle bellissime case antiche arroccate ai piedi del monte Mtatsminda, da Gvantsa e la sua famiglia.

Al mattino successivo saliamo a piedi per vedere la Cattedrale Tsminda Sameba che osserva austera la vecchia Tbilisi. La cattedrale, in pieno stile ortodosso-georgiano, venne consacrata nel 2004 appena dopo la Rivoluzione della Rose, divenendo un grande simbolo politico post-sovietico. La sua cupola d’oro scintilla per tutta la città e gli interni sono dei veri e propri labirinti con sotterranei e sale inaccessibili.

Dalla Cattedrale prendiamo un taxi diretti al Monastero Jvari a Mtskheta. Costano davvero poco e si risparmia moltissimo tempo. Mtskheta è per il popolo georgiano la culla della storia. Qui nel 327 venne fondata la chiesa cattolica georgiana, Mtskheta funse poi da capitale del regno prima che il re Vakhtang Gorgasali la spostò a Tbilisi nel V secolo. L’esterno del monastero è in pieno stile antico georgiano mentre gli interni sono spoglia pietra antica. Il monastero Jvari osserva, dalla cima della montagna, il fiume Aragvi dall’acqua blu pura di ghiacciaio unirsi al Mtkvari dal colore fangoso, creando un bel contrasto.

Scendiamo al complesso della Cattedrale Svetitskhoveli. Costruita nell’XI secolo, si tratta di una struttura gigante anche per l’epoca di pieno splendore del Regno di Georgia. Sia all’interno che all’esterno è adornata da antiche pietre intagliate.

Nei dintorni della Cattedrale, ci fermiamo da “Old Tavern” per pranzare i Lobio (la zuppa di fagioli) e dopo aver comprato qualche souvenirs veniamo attrattз dai particolari gelati al vino. Scopri queste prelibatezze e molto altro qua!

Poco più a nord la chiesa Samtavro e la Cappella di St.Nino sono state col tempo inglobate in un convento. La prima risale al 1130 e ospita le tombe di Re Mirian e Regina Nana, la seconda invece è niente meno che del IV secolo.

Vediamo sfrecciare una marshrutka per Tbilisi e intrepidз la prendiamo. Sperimentare la guida georgiana in piedi su una marshrutka stracolma ci ha terrorizzato un bel pò. Per fortuna oggi ci eravamo ripromessз di spendacciare e alle 18.00 presentiamo al nostro trattamento privato alle Abanotubani. Nessuno dei bagni può essere definito di classe, ma con 80 Lari (20 € in due) abbiamo una stanza privata con piscina termale, sauna, massaggio e scrub incluso!

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Questa sera ceniamo all’Art Gate Restaurant, sull’Aleksandr Pushkin Street, famosa per contenere i resti delle vecchie mura della città sulle quali oggi si situa una bellissima casa dalle grandi balconate, dai sapori quasi coloniali. Finiamo a bere al Warszawa, dallo stile punk-rock, dove incontriamo Giuliano, un ragazzo italiano che ci ha raccontato la sua follia di trasferirsi 7 anni fa a Tbilisi per iniziare una nuova vita.


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