Volete davvero allontanarvi da tutto? Siete seriamente intenzionatз a mettere più distanza possibile tra voi e il resto del mondo civilizzato. Partite per un viaggio a bordo di una nave da Città del Capo e sette giorni dopo, arriverete alle sponde minacciose di Tristan da Cunha, l’isola popolata più remota del mondo.

In questo periodo potrebbe essere un’idea per moltз allettante, a Tristan de Cunha nessunə dei 249 abitanti è risultatə positivə al Corona-Virus. Ma arrivare nell’isola potrebbe essere più facile a dirsi che a farsi… 

Tristan da Cunha

Dove si trova Tristan da Cunha

Tristan da Cunha è l’unica isola abitata in un piccolo gruppo nell’Oceano Atlantico meridionale ed è un territorio britannico d’oltremare amministrato dall’isola di Sant’Elena come “capitale“.

L’insediamento su Tristan da Cunha è chiamato Edinburgh of The Seven Seas, ma è conosciuto localmente come “The Settlement“. L’isola è nota come la comunità permanente più isolata sulla Terra.

Sant’Elena è l’altra isola abitata più vicina, a “soli” 2500 km. La città continentale più vicina è Città del Capo in Sud Africa, ed è da qui che l’isola riceve i rifornimenti tramite navi mercantili.

Storia 

Le isole disabitate di Tristan da Cunha sono state avvistate per la prima volta nel 1506 durante un viaggio in India da parte del portoghese, l’Ammiraglio Tristão da Cunha.

Dovettero passare 3 secoli prima che, nel 1810, 3 uomini, tra cui un italiano, stabilirono il primo insediamento permanente sull’isola. Nel 1816 lз inglesi occuparono l’isola annettendola all’Impero Britannico, perchè volevano assicurarsi che lз francesi non potessero utilizzarla come base per liberare Napoleone Bonaparte dalla sua prigione di Sant’Elena. Alla loro ritirata, William Glass, un caporale scozzese, rimase con la sua famiglia e due amici sull’isola.

Di tanto in tanto arrivavano coloni aggiuntivi o marinai naufragati che decisero di rimanere. Cinque donne di colore vennero così portate, nel 1827, da Sant’Elena a Tristan per sposarsi con gli uomini che si trovavano sull’isola, di origine italiana e olandese.

Nel 1867, il principe Alfred Duca di Edimburgo, figlio della regina Vittoria, visitò le isole. L’insediamento principale, che contava circa 100 abitanti, fu per questo chiamato Edinburgh of the Seven Seas. 

L’inverno del 1885 lз isolanз rimasero a corto di cibo. Il governo britannico, che voleva trasferire tuttз lз abitanti a Città del Capo, mandò al loro rifiuto un missionario sull’isola. Il Rev. William F. (che registrò 16 famiglie e 107 individui) raccontò al PM inglese Lord Salisbury, di un pericoloso isolamento. Tant’è che fino alla seconda guerra mondiale, l’unica valuta in uso erano le patate.

Durante la grande eruzione vulcanica nel 1961 l’intera comunità si trasferì in Gran Bretagna, dove presto sentirono una nostalgia insopportabile e fecero una campagna per poter tornare a casa.

Nel 2001 si sono collegati al mondo con l’arrivo della televisione sull’isola. Dal 2005 c’è un codice postale per ricevere la posta e l’anno dopo è arrivato anche internet.

Come arrivare a Tristan da Cunha

Ma è possibile visitare quest’isola come un normale turista? Arrivare a Tristan da Cunha in modo indipendente e rimanere sull’isola, sebbene non del tutto impossibile, richiede una preparazione di almeno un anno. Inoltre è richiesto un benestare dall’amministrazione dell’isola, che può richiede anche la fedina penale.

Ci sono solo 10 navi programmate all’anno, ognuna con 12 posti per lз passeggerз e la domanda è (forse sorprendentemente) alta. Inoltre lз passeggerз vengono fattз salire con un ordine di priorità, che da precedenza ovviamente allз isolanз. Non ci sono altri mezzi di trasporto, nessun aeroporto. Le navi ci mettono 6-7 giorni ad arrivare al porto di Edinburgh of the Seven Seas e costano tra gli 800 e i 1300 € a/r.

Per citare il sito web ufficiale  “Non ci sono pacchetti turistici per viaggiatori indipendenti, nessun hotel, nessun aeroporto, nessun rappresentante delle vacanze, nessun night club, nessun ristorante, nessuna moto d’acqua né nuoto in mare sicuro“.

Un elenco delle navi disponibili può essere trovato qui.

Tristan da Cunha

Cosa visitare sull’isola 

Le “attrazioni” dell’isola sono limitate, si tratta principalmente di trovarsi in un luogo così estremo. Oltre a questo c’è un raro birdwatching con albatros e pinguini. Oppure escursioni e scalate sulla cima del vulcano dell’isola, il St Mary’s Peak. Si può anche esplorare il flusso di lava appena a nord-est di The Settlement, che è stata la minaccia che ha causato l’evacuazione del 1961.

Il Museo della casa di paglia conserva la memoria dei giorni pionieristici in cui i primi coloni di Tristan da Cunha vivevano in case costituite da tetti d’erba e pietra morbida estratta dalle vicine scogliere marine.

La comunità

Tristan da Cunha ha un modello di lavoro flessibile che fa invidia a molte persone bloccate in una routine lavorativa. Tutte le persone sono coinvolte nell’agricoltura, alcunз svolgono anche lavori salariati per la compagnia di pesca o nel turismo, creando i ricercatissimi francobolli e le monete. Ci si aspetta di ottenere giorni liberi per costruire o riparare la propria casa, o per offrirsi volontarз per aiutare con la riparazione della casa dellз vicinз.

La struttura sociale prevede una sorta di “comunismo e condivisione dei beni”. Ogni compleanno, matrimonio o nascita è festeggiata da tutta la comunità, così come la celebrazione della morte. Ci si sostiene a vicenda e nessunə viene lasciato indietro. Tant’è che nemmeno esiste il concetto di proprietà privata. 

I terreni appartengono alla comunità e non a singolə proprietariə. A nessunə “estraneə” è consentito acquistare terreni o beni.

La lingua parlata è uno strano dialetto inglese con un pesante uso di idiomi tipici del ‘900 e fortemente influenzato dallo slang Afrikaans, dall’italiano e dall’olandese.

Cosa mangiare

I pasti a Tristan da Cunha ruotano principalmente attorno a ciò che è disponibile localmente, poiché le importazioni sono costose. Il terreno locale è adatto solo per la coltivazione di patate a causa dell’umidità quasi costante e della mancanza di luce solare regolare.

A Sandy Point, c’è un piccolo frutteto. La comunità alleva bovini, pecore, anatre e oche, il che significa che c’è carne per integrare i gamberi e le aragoste catturati al mare.

La gente del posto vi inviterà a cenare con loro, ma se desidererete una mangiata in solitaria il “Cafe da Cunha” è un ottimo posto per gustare panini, pasticcini, tè o caffè, mentre “The Burger Joint” offre esattamente ciò che promette.

Volete una pinta di birra con la gente del posto? Prendetela da “Albatross Bar“, ufficialmente riconosciuto dal Guinness World Book of Records come il pub più remoto del mondo.


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