La natura islandese è conosciuta per la sua forza e la sua unicità. Crateri, vulcani, fiordi e ghiacciai sono solcati da impetuosi torrenti che intagliano e decorano un paesaggio straordinario. In Islanda le cascate sono innumerevoli, dalle più segrete e difficili da raggiungere a quelle vicino casa. Abbiamo selezionato 20 tra le cateratte islandesi che assolutamente non dovete perdetevi nel vostro futuro viaggio nella terra del fuoco!

Glymurfoss (Vesturland)

Ad un’ora a nord di Reykjavik la statale 47 circumnaviga il Hvalfjörður da dove parte una piccola e accidentata pista percorribile per 3 km fino ad un parcheggio. Da qui partono i sentieri che condurranno alla Glymurfoss. La cascata più alta d’Islanda, compie un salto di quasi 200 m dal terreno pantanoso a ovest del lago Hvalvatn. Il percorso dura 2 ore e 45 circa a/r ed è accessibile e relativamente semplice. Secondo la tradizione popolare islandese una creatura mitologica metà uomo e metà balena terrorizzava la gente lungo le rive del fiordo. Un giorno la creatura venne tratta in inganno e risalì le acque del fiume sino alla cascata dove poi morì. Nemmeno a dirlo, sono state ritrovate ossa di balena lungo le sponde del fiume.

Cascate in Islanda: Glymurfoss

Gullfoss (Suðurland)

Gullfoss è probabilmente la cascata più visitata d’Islanda in quanto fa parte del famoso Golden Ring. Il giovane fiume Ölfusà compie in realtà due cateratte: la prima di 10 m si staglia chiara dinanzi a voi, la seconda, di 20 m si insinua nell’ombra piena di schizzi di una gola. Il momento più spettacolare per essere qui è senz’altro l’inizio dell’estate quando i ghiacci riforniscono le acque dell’Ölfusà. Il parcheggio è super-vicino, ci sono due aree panoramiche dove la gente (molta) corre tra una piattaforma e l’altra e ritorna bagnata dagli spruzzi d’acqua. All’orizzonte in direzione nord si intravedono le montagne e le vette ghiacciate dell’interno islandese, mentre a sud i prati verdi e lucenti brillano di vita.

Seljalandfoss (Suðurland)

Proseguendo sulla Ring Road verso est, poco prima che la strada inizi ad aggirare l’Eyjafjallajökull, si trovano due cascate. La più conosciuta è la Seljalandsfoss una stretta ma potente cascata di 60 m che precipita da una breccia in una pozza poco profonda. Ciò che rende la cascata particolare è che dietro il muro d’acqua passa un sentiero (in estate decisamente frequentato) dove vi bagnerete, non importa come vi coprirete, il vento e l’acqua gelida saprà penetrare ogni strato.

A fianco alla Seljalandfoss la più piccola Gljufrabui precipita nascosta dai sassi in una specie di buco nella parete in cui si può entrare e ammirarla dal basso. 

Skogafoss (Suðurland)

Insieme a Seljalandsfoss e Gullfoss, Skogafoss compone la top 3 delle cascata più visitate dell’isola, complice la loro vicinanza a Reykjavik e i comodi sentieri per raggiungerle. Skogafoss la si sente da lontano, echeggia nel silenzio islandese, si mostra nella sua potenza già da lontano per poi rivelare il suo lato spaventoso da vicino. La cascata, decisamente “disneyana” nella sua forma quasi ritagliata, precipita per 62 m da una piatta riva ghiaiosa in una pozza in cui tutto scompare lasciando solo un arcobaleno in controluce. In estate, durante la massima portata della cascata, l’onda d’aria prodotta impedisce al visitatore di avvicinarsi a più di 50 m. Un sentiero a lato risale la costa della montagna per vedere lo spettacolo dall’alto, se è pieno di turisti, infilatevi nel piccolo canyon e gustatevela dal basso.

Cascate in Islanda: Skogafoss

Svartifoss (Suðurland)

Sulla Ring Road, oltre Vik, un paesino dal nome impronunciabile e una distesa di tetra sabbia lavica, vedrete la lingua di ghiaccio dello Skaftafellsjökull protendersi dinanzi a voi. Siete arrivati allo Skaftafell Park da dove partono mille sentieri per esplorare una parte dell’enorme Vatnajökull National Park. In nemmeno mezz’ora, lungo un facile sentiero, arriverete alla Svartifoss, la “cascata nera”. La cascata non è né particolarmente alta e nemmeno potente ma rimane unica per l’impressionante anfiteatro di colonne esagonali sporgenti di basalto nero, formazioni naturali che hanno ispirato anche la costruzione del Teatro nazionale a Reykjavik. Il sentiero prosegue, in caso, per visionare la lingua di ghiaccio dello Skaftafellsjökull dall’alto.

Cascata in Islanda: Svartifoss

Litlanesfoss & Hengifoss (Austurland)

Raggiungibili dallo stesso percorso, le due cascate si trovano alla fine del lago Lagarfljót. Il sentiero non è ripido ma non è super visibile. Litlanesfoss è una cascata stretta da colonne basaltiche che vanno in tutte le direzioni. Il sentiero guada alcune pozze e porta a Hengifoss, la terza cascata più alta d’islanda (secondo il pannello informativo al parcheggio). Il terreno dal quale l’acqua si lancia è molto interessante: le visibili strisce nere e rosse si sono formate dalla compressione delle ceneri di diverse eruzioni vulcaniche.

Axlafoss (Austurland)

Ai confini con il Suðurland, Axlafoss non è di certo facile da raggiungere. La sterrata 210 si inerpica a lungo sulle montagne: piena di buche e attraversata da fiumi è spesso chiusa durante l’anno. Percorrerla è impossibile senza un vigoroso 4×4. Una volta arrivati però lo spettacolo è di certo appagante: uno zoccolo di cavallo è stato ritagliato dalle acque che si gettano in una brevissima pozza per poi subito ripartire turbulente. Il paesaggio nei dintorni, con il canyon scavato dal fiume e il nero della sabbia vulcanica che contrasta con il verde acceso dei licheni, è decisamente bucolico.

Cascata in Islanda: Axlafoss

Dynjandi (Vestfirðir)

Tra i fiordi del nord ovest, la spettacolare Dyjandi si getta nel ramo nord dell’Arnarfjörður compiendo un salto di 100 m. La cascata principale si apre sul fianco della montagna tuonando funesta (Dynjandi significa “la tonante”) creando un effetto ondulato particolare. Una serie di cascatine minori portano le acque del fiume sino al mare. Quando il sole del tramonto estivo rimane chino all’orizzonte questo è uno dei posti più belli in cui campeggiare.

Cascata in Islanda: Dynjandi

Drifandi (Vestfirðir)

Drifandi è nascosta nelle coste frastagliate dell’estremo nord, irraggiungibile, segreta. Custode del Hornstrandir Nature Reserve dove i turisti non osano andare, dona quel tocco in più a un paesaggio che già di per se ti toglie il respiro. Tra coste a strapiombo, vento sprezzante, chiese nel nulla e volpi artiche, Drifandi si lancia direttamente nel mare e colora un paesaggio disabitato. Raggiungere Drifandi è in auto impossibile. Da Ísafjörður, però, parte in estate una nave verso Hesteyri, un antico villaggio abbandonato dal 1952, recuperato recentemente.

Cascata in Islanda: Drifandi

Kirkjufellsfoss (Vesturland)

La cascata è famosa per lo più per il suo luogo iconico con il pinnacolo della montagna Kirkjufell e i tramonti mozzafiato. Per raggiungerla bisogna percorrere la statale 54 fino quasi alla fine della ventosissima penisola dello Snæfellsnes. La cascata in sé non è così speciale, l’acqua compie due salti di moderata altezza prima di finire nell’oceano.

Cascate in Islanda: Kirkjufellsfoss

Gljúfursárfoss (Austurland)

Nelle vicinanze del villaggio di Vopnafjörður, nella parte opposta dell’isola rispetto alla capitale, la cascata di Gljúfursár cade funesta nel mare. La piattaforma è il punto di osservazione migliore della cascata che si getta per 45 m e poi scorre funesta fino a raggiungere il mare, vicino all’orizzonte. Volendo il percorso prosegue fino alle scogliere costiere di Drangsnes e alla fattoria abbandonata Krummsholt, dove si trovano indistinte rovine vichinghe. 

Goðafoss (Norðurland eystra)

A metà strada tra il lago Myvatn e Akureyri il fiume Skjálfandafljót lascia cadere le sue acque color ghiaccio lungo una parete a forma di ferro di cavallo. La cascata è più larga che lunga, precipita infatti solo per 12 m ma si allarga sino a 30 m. Secondo un mito Goðafoss “cascata del dio” venne chiamata così da quando Þorgeir Ljósvetningagoði fece del cristianesimo la religione ufficiale dell’Islanda intorno l’anno 1000. Al suo ritorno a casa dagli Alþingi, Þorgeir gettò simbolicamente delle statue degli dei norreni nella cascata. Sulla finestra della chiesa di Akureyri c’è illustrata questa storia.

Cascate in Islanda: Goðafoss

Aldeyjarfoss (Norðurland eystra)

Ben prima di Goðafoss il fiume Skjálfandafljót precipita per un altra cascata: Aldeyjarfoss. La statale 842 risale da Goðafoss lungo una valle tetra e umida (o almeno così è nei miei ricordi). La strada è naturalmente sterrata ma non è così accidentata visto che nei dintorni sono molte le fattorie che ospitano turisti. La cascata è energica, incorniciata da contorte e slanciate colonne di basalto. Nonostante la fertile Bàrðardalur, il terreno qui è sabbioso e lavico creando un ambiente estremamente desolato.

Cascata in Islanda: Aldeyjarfoss

Dettifoss (Norðurland eystra)

Definito “la bestia” in confronto a “la bella” di Goðafoss, Dettifoss è nota per il suo potere piuttosto che per l’aspetto. Le sterrate 864 e 862 dipartono dalla 1 prima di Reykjahlíð e portano entrambe alla cascata, tuttavia preferita la seconda, vi porterà dal lato con migliore vista sulla cataratta. La nebbia dalle cascate è visibile da diverse miglia di distanza, così come gli arcobaleni che si formano in esso, ciò nonostante il frastuono della caduta è silente fino a quando non ti avvicini. Dettifoss è alimentata dal possente fiume Jökulsá á Fjöllum, che proviene dalla più grande calotta di ghiaccio d’Europa, il Vatnajökull (Jökull vuol dire ghiacciaio in islandese). Dettifoss è famosa per essere la cascata più potente d’Europa, con l’energia che produce si potrebbe alimentare metà del continente.

View this post on Instagram

Again. Watch the blues turn gold.

A post shared by Andrée (@perfectplaces.travelblog) on

Selfoss & Hfragilsfoss (Norðurland eystra)

Lo Jökulsá á Fjöllum compie in realtà 3 salti a brevissima distanza fra loro: Selfoss è il primo di essi. Una frangia diagonale spacca il fiume in due creando una serie di cascate che spezzano e riuniscono le acque. Hfragilsfoss è l’ultima del trio e segna un ulteriore ispessimento del canyon in cui il fiume scorre. Una volta che siete qui sarebbe davvero un peccato non camminare a piedi tre le cascate.

View this post on Instagram

Instagrammata powa su Jökulsá á Fjöllum.

A post shared by Andrée (@perfectplaces.travelblog) on

Waterfall Circle (Austurland)

A proposito di passeggiare tra le cascate, nella regione del Lagarfljót, ai piedi del Vatnajökull, si trova un percorso di 8 km, tra i più affascinanti su terra islandese. Il percorso non è molto complicato e attraversa un gigantesco canyon e 5 cascate principali tra cui Faxifoss, Kirkjufoss e Stuðlafoss oltre a tutta una seria di spruzzi minori. Colonne di basalto e la desolazione dell’interno islandese fanno da padrone in questo percorso incantato. Visitate visiausturland per i dettagli.

Æðarfossar (Norðurland eystra)

Sempre nel nord, poco prima di arrivare a Hùsavik l’Æðarfossar è davvero particolare: il fiume Laxá, il deflusso del Mývatn, si getta dalle scogliere con fragore. Quando c’è l’alta mare la cascate finisce direttamente nel mare, mentre con la bassa marea si vede la corrente del fiume spingersi un pochino più in la sulla tipica sabbia nera per raggiungere la sua fine.

Qui per scoprire cosa fare a impatto 0 intorno al lago Myvatn.

Hraunfossar (Vesturland)

Nell’entroterra di Borgarnes, superati i fumanti Deildartunguhver, la statale 518 compie un anello portando sino alla Grotta Vidgelmir. Prima di arrivarci però, il fiume Hvìtà offre uno dei migliori soggetti fotografici dell’Islanda. Le “cascate di lava” non sono cateratte tonanti come l’Islanda ci ha abituato, ma piuttosto gentili ricadute d’acqua turchese brillante che fuoriesce a sorpresa da antica lava coperta di muschi e licheni.

Da qui un sentiero sale poco più in su a Barnafoss, un canalone di acqua possente e spaventoso. La traduzione letterale è “cascata dei bambini” perchè qui due bambini persero la vita provando ad attraversare la cascata dal sottile arco di pietra che fa da ponticello sopra di essa.

Ófærufoss (Suðurland)

Ófærufoss è una cascata situata nell’abisso di Eldgjá nella parte occidentale del Parco Nazionale Vatnajökull. Fino ai primi anni ’90 un ponte naturale attraversava le cascate, ma è crollato per cause naturali. L’Eldgjá “il canyon di fuoco” è un vulcano e un canyon collegato al sistema del Katla, è il più largo sistema vulcanico del mondo lungo 40km e profondo sino a 360 m. A proposito della passeggiata, si trova lungo tutto il fiume Nyrðri-Ófæra all’interno dell’abisso ed è in piano. La maggior parte delle persone viene qui per immergersi nelle sorgenti calde del vicino Landmannalaugar, ma la cascata merita una vista durante l’andata o il ritorno verso Kirkjubæjarklaustur.

Haifoss (Suðurland)

Risalendo il Þjórsá, il fiume più lungo dell’isola, si possono vedere molte cascate. La prima e la più comoda da raggiungere è la Hjalparfoss che ha un parcheggio dedicato appena fuori la strada principale. Se si prosegue, poco dopo Stöng una strada sterrata con l’ìndicazione Laxàrgljùfur prosegue per 7,5 km fino a un parcheggio. E’ necessario che abbiate una 4×4 in questo caso, con un utilitaria potreste incontrare difficoltà. La camminata verso la cascata dal parcheggio è brevissima. Vi troverete sulla cima del canyon nel quale la Haifoss si getta per 128 m, secondo alcuni è la seconda cascata più alta d’Islanda, per altri la terza o addirittura la quarta. Ma a chi importa dopotutto? Il paesaggio nei dintorni è magnifico, colori scuri e cupi, vento e nebbiolina. Dal parcheggio un sentiero non segnalato ma chiaro scende lungo il canyon dove in un oretta potreste trovarvi ai piedi della cascata. Fatelo solo se attrezzati e il tempo lo permette.


Condividi questo viaggio con altre persone!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *