Il lago Mývatn ricopre una vasta area poco abitata tra Akureyri e i fiordi orientali. I turisti, un pò come gli uccelli migratori, affluiscono in estate in mambassa al Mývatn e ci rimangono poco. Il lago si trova nelle vicinanze di sorgenti calde, formazioni vulcaniche attive, fumarole e un sublime centro geotermale: la risposta del nord-est alle Blue Lagoon.

Il Mývatn placido e poco profondo ha avuto i suoi detrattori sin dal medioevo quando le paludi acquitrinose venivano definite una “pozza di piscio del diavolo”, oggi tuttavia, a parte la nuvola di moscerini che imperterrita sulle acque calme (Mývatn vuol dire proprio “lago dei moscerini”), il lago e i suoi dintorni sono un “must have” per ogni turista degno di nota. Noi vi consigliamo di visitare il lago Mývatn con calma in bicicletta e di sfruttare l’aria pulita e la calma di questo luogo. Per saperne di più continuate a leggere qui sotto.

Le sponde del Lago 

Da Reykjahlið la strada prosegue, piuttosto piatta e priva di fatiche, in senso orario intorno al lago attraversando i villaggi di Vogar e Skùtustaðir, fino al punto in cui il Laxà defluisce verso nord per poi tornare verso il villaggio. Questo percorso è lungo 35 km ed è costellato di possibili deviazioni. Non esistono tour guidati che lo percorrono, per questo il miglior modo è quello di prendersi del tempo e farlo in bicicletta. A Reykjahlið è possibile noleggiarne una.

Lago Mývatn: dove affittare una bicicletta?

Se non avete a disposizione una bicicletta propria, il posto migliore per trovarne una è Reykjahlið presso Mývatn Activity. Se invece vi trovate nella più grande Akureyri, potreste provare da Akureyri Activities, un pò caro ma offre i tour migliori. Un’altra buona opzione è assicurarsi un alloggio con la possibilità di noleggio bici, su Airbnb trovate molti privati che mettono a disposizione i loro veicoli, soprattutto le fattorie. Tra questi vi consiglio Guesthouse Draflastöðum oppure il camping Hlíð Ferðaþjónusta.

Reykjahlið

Visto il numero di visitatori annui sulle sponde del lago è legittimo aspettarsi qualcosina di più dal principale conglomerato intorno al Mývatn. Nonostante ciò, la chiesa è interessante da osservare per le sue evidenti colate laviche ai lati: nel 1729 il magma scese dal Leirhnjùkur e inghiottì le fattorie vicine lasciando misteriosamente la chiesa intatta. Il piccolo villaggio è situato sotto le colline vulcaniche dell’altopiano a fianco e gode di una vista da nord a sud di tutto il lago, perfetto per gli amanti del birdwatching.

Stóragjá e Grjótagjá 

Nelle giornate invernali, dalle fratture nel terreno nei dintorni di Reykjahlið (che vuol dire appunto “colline fumose”) fuoriesce vapore. Stóragjá è una fenditura larga 2 m contenente acqua a 25°, un tempo molto popolare, finchè negli anni 90 si è raffrendata permettendo la proliferazione di batteri come E. Coli.

Grjótagjá, invece, conserva due pozze d’acqua, una destinata agli uomini (48°) e una alle donne (44°). Durante l’eruzione del Krafla nel 1975-1984, la temperatura dell’acqua a Grjótagjá aumentò fino a 60° per poi scendere costantemente. Capite benissimo che, se non volete bruciarvi, al massimo ci infilate il pollicione, oppure chissà, tornate tra 30 anni.

Lago Mývatn in bicicletta: le acque blu di Grjótagjá

Mývatn Natural Bath

Le Mývatn Natural Bath sono una bellissima alternativa alle più mondale e costose Blue Lagoon. Situate verso il nord-est del paese, le terme sono a 489 km, 12 ore di auto da Reykjavik, nel lato opposto dell’isola. Lo scenario delle terme è aspro e relativamente incontaminato, con viste spettacolari sul lago Myvatn. Myvatn Nature Baths non sono neanche lontanamente affollate come le Blue Lagoon. Sono anche molto più economiche e più rilassanti. Ci sono tre piscine, ciascuna con una temperatura diversa, e l’acqua è pulita e calda. Resisti alla puzza di zolfo per avere una pelle liscia come la seta!

Hverfell

Il Hverfell è l’elemento paesaggistico più facilmente identificabile, avendo esattamente l’aspetto che ci si aspetta da un vulcano: ampio, conico, e cosparso di detriti neri. Con i suoi 2500 anni è in realtà più giovane del lago e al suo bordo alto 400 m ci si arriva da una pista di ghiaia. 1 h e 30 sono sufficienti per arrivare alla cima e percorrere i bordi della caldera vulcanica. Da li sopra potrete ammirare immediatamente a ovest la distesa azzurra del lago, con i suoi frastagliati bordi e le mille isolette; a nord si vede Reykjahlið, la zona geotermica avvolta dal vapore e l’altopiano che custodisce il Katla; a sud si scorge il Lùdent dove la lava si estende in formazioni rocciose.

Il lago Mývatn in bicicletta: la distesa nera del Hverfell.

Dimmuborgir

I Dimmuborgir sono un ammasso di torri di lava sconnesse e contorte in mezzo a una boscaglia di basse betulle. Nessuna delle torri è particolarmente alta, ma sono tutte diversa tra loro. Il pezzo forte è la Kirkja (chiesa) un’enorme bolla di lava scoppiata in cui potrebbero entrare comodamente 20 persone.

Höfði

La prima tappa veramente sul lago è la riserva di Höfði. Le formazioni laviche simili a faraglioni e le isolette circondate da acque cristalline attraggono un numero non indifferente di uccelli. Per i birdwatchers qui potrete avvistare la Strolaga Maggiore e i Quattrocchi d’Islanda.

Il lago Mývatn in bicicletta: le sponde del lago, perfette per il birdwatching.

Grænvatn

Il lago satellite del Mývatn non ha in se nulla di interessante. A pochi minuti di bicicletta si vedono le sorenti calde del Mývatn, in estate passano inosservate, ma in inverno sono l’unica parte del lago a rimanere libera dai ghiacci. Sulle sponde del piccolo lago si situa un’antica casa colonica con il tetto di torba; costruita a fine XIX secolo, è attualmente l’edificio più antico della regione, ed è tutt’ora abitata.

Skùtustaðir

Il gruppetto di edifici poco dopo Grænvatn prende il nome di Skùtustaðir. La chiesa, il ristorante, il piccolo negozietto e la pompa di benzina sono affiancati da uno spropositato parcheggio. Sicuramente ci sono più moscerini che umani. Sulle rive del lago si trovano molti pseudocrateri ravvicinati: si tratta di piccoli coni vulcanici verdi in formato bonsai. Per farci un giro tra i sentieri ci vuole poco meno di un ora. Non si tratta di veri coni vulcanici, si sono formati quando la lava si è riversata nel lago, l’acqua ha iniziato a bollire e a fuoriuscire violentemente dalla crosta terrestre solidificandosi successivamente.

Il lago Mývatn in bicicletta:: gli pseudocrateri della regione sud.

Fuglasafn Sigurgeirs

Sulla penisola del Neslönd si trova il museo ornitologico che ospita una collezione intelligente di uccelli imbalsamati presentati in maniera molto istruttiva. Qui sono incluse tutte le specie di uccelli islandesi raggruppate per habitat. Nella piccolissima caffetteria ci sono telescopi puntati verso il lago così che potrete mettere a segno qualche avvistamento.

Gli altopiani intorno al lago Mývatn costituiscono una delle zone geotermicamente più attive dell’isola e sono un po’ più difficili da raggiungere in bicicletta. Le pendici che custodiscono il Katla con le sue fumarole o Dettifoss e Goðafoss che intagliano il paesaggio, rendono il nord-est dell’Islanda imperdibile. Rimanete aggiornati con i prossimi articoli.


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