Rissani è l’ultimo baluardo cittadino prima di approdare nel pieno deserto, l’antica capitale del Tafilalet è crocevia tra nord e sud, dove caravan e mercanti si riuniscono in uno dei souk più vivaci del paese.  

Non fate l’errore di skippare questo mercato perchè “tanto di souk ne ho già visti“. Rissani non ha niente a che fare con Marrakech, Fès o Essaouira. Qui confluiscono la cultura berbera e araba insieme e il paesaggio rurale del deserto rende Rissani una delle migliori città per indagare nella cultura tradizionale marocchina, senza l’impiccio dei turisti. Anche se non è più una stazione di pesatura per cammelli, i giorni nel souk vantano ancora un tradizionale mercato di animali e un parcheggio per gli asini. 

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A Berber market in the middle of the desert.

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Come arrivare a Rissani?

Sinceramente senza un auto la vedo dura assai. Un bus CTM lascia Fès in serata lasciandovi a Rissani in mattina presto, molto prima che il mercato inizi. Lo stesso vale da Meknes. Da Marrakech dovrete prendere un bus Supratours per Merzouga. Se vi trovate già qui il modo più semplice è spostarvi via taxi, chiedete info al vostro host sarà felice di consigliarvi al meglio.

Oltre al mercato l’altra fonte di guadagno sono i turisti, perciò appena arriverete non stupitevi se in molti si affolleranno offrendosi di farvi da guida. Se proprio volete evitare la nuvola di confusionarie richieste l’unica soluzione è quella di scegliere una guida accreditata e organizzare un incontro. Altrimenti ricordatevi che per quanto insistenti e opprimenti, i volenterosi avranno sempre un sorriso, vi basterà un deciso rifiuto (forse più di uno).

Noi ci siamo fatti accompagnare da un ragazzo francofono, abbiamo pensato che così avremmo compreso meglio ciò che vedevamo. Ovviamente, ciò significa che saremmo stati portati nel negozio di un amico, dove molto probabilmente la nostra guida avrebbe ricevuto una commissione su qualsiasi transazione effettuata.

Il Mercato

Partiamo dalla zona frutta e verdura dove giganteschi carciofi e carote extraterrestri si stagliano dinanzi a noi. La nostra guida ci dice che arriva tutta dalle zone di Agadir dove la terra è fertile. Poco oltre si trovano le spezie, probabilmente in quanto europeo trovo nelle pile di polveri colorate sempre qualcosa di affascinante. Erbe, foglie, fiori, radici tutta la pianta viene utilizzata.

A differenza dei souk di città qui si trovano ancora gli animali in vendita. Manzi, vitelle, pecore, capre, pulcini, galline e asini sono legati e aspettano il fatale momento. Nei dintorni, i banchi vendono carne (comprese le teste di animali), polli e conigli (ancora vivi), pesce, erbe e datteri. Sangue che cola e occhi vitrei, di certo non la zona preferita da un vegano come me. 

Il parcheggio degli asini è la cosa che probabilmente mi è rimasta più impressa. Una vasta area dove i clienti del mercato “parcheggiano” l’asino con cui sono arrivati e con cui trasporteranno a casa eventuali malloppi.

Rissani il parcheggio degli asini degli acquirenti del mercato.

La prossima tappa è la farmacia berbera. Ci hanno mostrato erbe per curare disturbi digestivi, per la disfunzione erettile, per calmare e rinvigorire. Qualsiasi problema hai, vai alla farmacia berbera. Non ho potuto resistere e ho svuotato il portafoglio. Superconsiglio i cristalli di anice da sciogliere come se fossero droga, curano raffreddore e sinusite.

Concludiamo con la parte che probabilmente ha affascinato di più madre: le boutique. Giovani e anziani lavorano il cuoio, il legno, il metallo in un frastuono di rumori producendo scarpe, borse, tappeti, anelli e le famigerate Croci Tuareg, di cui ti lascio scoprire di più qui sotto.

La nostra guida ci porta come previsto da alcuni di essi. Le boutique sono piene zeppe: cascate di tappeti, montagne di gioielli, lampade, croci, stoffe e portaspezie. Non resistiamo a ficcanasare tra i gioielli. La fase di contrattazione tra il commerciante (che ha sparato davvero alto) e madre è lunga e necessità di un sorso di the tra un ribasso e l’altro. Madre si aggiudica fra il resto un anellone-pataccone con tutto l’alfabeto berbero intagliato sopra. Lo indosserò mai? No. Ma cosa c’è di più inusuale?

 Rissani oltre al mercato.

Per quanto Rissani sia piccola, pullula di destinazioni culturali e vanta splendidi esempi dei primi stili architettonici marocchini e palazzi e templi degni di nota.

Arrivando a Rissani passerete senz’altro nella porta per il deserto, in realtà reminiscenze della città imperiale.  Il mausoleo di Moulay Ali Cherif, antenato della dinastia Alaouita, e le rovine di Sijilmassa, antica città commerciale, sono anche vestigia della lunga storia della regione. La Ksar Mezguida è un intricato labirinto di mura poco a nord di Rissani.

Poco fuori città, su una strada sterrata lunga 3 km che diparte dalla principale N12, il Gara Medouar è ​​un circo di erosione situato vicino a Erfoud soprannominato la “prigione portoghese”.

Il posto è davvero fantastico, e per questo motivo sono stati prodotti diversi film qui: Spectre, La Mummia, La Mummia il Ritorno, Prince of Persia, Il Segreto del Sahara. Sei un afferrato cinefilo e vuoi sapere di più sui film girati in Marocco? Abbiamo un articolo per tutto!

Il deserto di roccia sulla via del viaggio per Merzouga in Marocco,poco dopo aver visitato il mercato di Rissani.

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